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La mia azienda si estende per 50 ettari nel vercellese, terra perfetta per la coltivazione del riso, lo aveva capìto anche Cavour che con la costruzione del canale che prende il suo nome è riuscito a irrigare con l’acqua pura di montagna gran parte della pianura padana rendendo fertile una piana acquitrinosa malsana e ostile.
Si inizia con l’aratura in primavera e con la preparazione delle “camere” che dovranno contenere l’acqua. Si continua con una concimazione organica, con l’erpicatura e con la “falsa semina” ovvero si fanno crescere le erbe infestanti, si eliminano con metodi sostenibili per l’ambiente, si immette acqua pulita e si semina.
Il raccolto avviene nel mese di Ottobre, il risone appena trebbiato viene portato nell’essicatoio dove deve essere portato al 12% di umidità: ciò permette una più lunga e naturale conservazione del prodotto, quindi stoccato nei silos dove riposerà un po’, prima della lavorazione.
No, non lavare mai il riso. Unica eccezione è il riso integrale che va messo ,prima della cottura, alcune ore in acqua fredda. Di norma Il riso va versato a pioggia in acqua bollente già salata.